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Cassandre de l’Analyse Systémique @nojhan social.antigene.org

Je n’aime pas casser l’ambiance, mais on est en 2026 : si vous mettez des photos de manifestations altermondialistes en ligne, flouttez les visages.

Il y a des boîtes contrôlées par des nazis (des vrais) qui scannent les photos de manifestations pour se faire des bases de données de reconnaissance faciale de contestataires. Et l’extrême-droite est à notre porte. Inutile de leur filer un coup de main.

politique manifestation IA technoPolice
Podcast Projets libres @projetslibres_podcast piaille.fr

Comment l’IA ébranle-t-elle les fondations du logiciel libre ? C’est le sujet de la nouvelle série d’épisodes que nous commençons, où nous nous interrogeons sur les changements en cours et à venir dans notre écosystème.

Aujourd’hui @raphiki@mastodon.social et @wawaxx@mamot.fr reçoivent Marie-Alice Blete, qui nous parle de son expérience de dev, et de ses premières contribution à #homeassistant .

👉 projets-libres.org/podcast/…

Podcast Projets Libres : la GenAI, opportunité ou menace pour l'Open Source ?
Farhad A. @faab64 todon.eu

I don’t use LinkedIn that often, I stopped after I left my last job and the service turned into a bad copy of Facebook with idiots posting crap a got promoted by their algorithm.

I checked my account this morning and not surprised to see an even bigger influx of AI pushing posts and adds plus ridiculous amount of shit posts.

Weeded out my “contacts” and went down to bellow 1000 and thinking about making my profile private or inactive.

Etica Digitale @eticadigitale poliversity.it

📱La piattaforma di videogiochi Luanti rimossa da Google Play con la falsa accusa di violazione del diritto d’autore

Premessa: un membro della redazione fa anche parte di Luanti.

Tracer AI, compagnia che usa agenti IA per scovare e segnalare le violazioni di diritto d’autore, ha fatto rimuovere da Google Play l’app della piattaforma videoludica Luanti. L’accusa, mossa in nome di Microsoft, è di aver utilizzato risorse del gioco Minecraft (proprietà Microsoft) nella propria app; un’accusa facilmente smontabile in quanto sia il codice che le risorse di Luanti sono visibili a chiunque (è software libero).

Questa non è la prima volta che accade: nel 2023 la stessa compagnia mosse la medesima accusa, portando chi sviluppa Luanti a presentare una contronotifica: l’app rimase non disponibile per 46 giorni prima di essere riabilitata, contrariamente al limite di 14 giorni lavorativi sancito dalla legge statunitense che regola tali faccende. In entrambi i casi, non sono mai state fornite prove.

Qualche mese fa la stessa sorte è toccata a Allumeria, un gioco a cubetti oggi prossimo al lancio, sulla piattaforma Steam. Lo sviluppatore fu colto di sorpresa finché, subito dopo l’arrivo della notizia al direttore artistico di Minecraft su Bluesky, Microsoft non ritirò la segnalazione.

“Se fossimo una piccola azienda che dipende dalle entrate della propria app, ciò sarebbe particolarmente devastante”. Inoltre, essendo una realtà sostenuta da volontarɜ, combattere contro tali richieste equivale a grandi sprechi di energie e risorse.

blog.luanti.org/2026/…

#notizia #legge #ia #videogiochi

@eticadigitale@feddit.it

Etica Digitale @eticadigitale poliversity.it

🧠 La gente tende ad ammettere meno i suoi limiti quando usa l’IA e a fidarsi della macchina

Chiedere alle persone dettagli di film: questo è stato l’obiettivo di uno studio per capire quanto il comportamento dell’essere umano vari quando ha a disposizione l’IA per farsi aiutare.

Lo studio ha visto coinvolti due gruppi: il primo poteva chiedere una mano all’IA per rispondere alle domande, l’altro invece poteva usare soltanto la propria testa. Inoltre, le domande e il modello di IA coinvolto erano stati selezionati per far in modo che la macchina avrebbe spesso avuto difficoltà nel rispondere correttamente (a insaputa dei gruppi).

Il “gruppo IA” ha ammesso di non sapere la risposta nel 3% dei casi, contro il 44% di chi l’IA non poteva usarla. Tuttavia, è stato il gruppo senza IA a dare più risposte corrette: il 27% delle loro risposte erano esatte, contro il 9% di chi era affiancato dall’IA. La gente si è fidata delle allucinazioni della macchina, forse ingannata dall’apparente coerenza delle risposte fornite da questa.

Non solo: chi aveva usato l’IA ha riportato un livello di fiducia nelle proprie risposte del 76%, contro il 30% dell’altro gruppo. In altre parole, la loro sicurezza era più che raddoppiata, nonostante la correttezza fosse nettamente diminuita.

Si è poi notato come, mettendo un incentivo economico sulle risposte corrette, l’ammissione di ignoranza di chi usa l’IA è salita dal 3 all’8%, mentre la correttezza dal 9 al 16% - suggerendo che l’IA non inibisce tanto la capacità di pensiero, quanto la volontà di pensare; e che un incentivo ha comunque un effetto limitato se si paragonano le percentuali con quelle del gruppo no IA. In generale, l’IA è stata usata meno quando ci sono stati soldi in ballo.

theregister.com/ai-and-ml/…

#notizia #ia #psiche

@eticadigitale@feddit.it

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